Ogni tavola è un’eco della tavola del Signore.

Volevo fare un visual sermon per raccontare la “bellezza” della tavola del giorno del Ringraziamento, ma non ho avuto tempo perché ero impegnata a prepararla, e sai una cosa? Va bene così. Non tutto va raccontato in diretta, nell’immediato, a volte è necessario vivere le cose prima, lasciarle sedimentare, e solo dopo trovare le parole per condividerle. Esercizio di resistenza? non lo so, ma sicuramente è un esercizio di consapevolezza: mi fermo, osservo, riconosco il significato di ciò che sto vivendo.

Sono tempi difficili per “seguire una tradizione americana” come il Thanksgiving, lo so bene. Già la nascita di questa tradizione porta con sé ombre profonde: il sangue di tanti versato, le ingiustizie compiute quando il vangelo è stato confuso con il potere, quando la fede è stata strumentalizzata per giustificare colonizzazione e la violenza. Ma io voglio stare lontana dal Destino Manifesto e restare vicina al cuore del vangelo della Grazia di Dio (Atti 20:24), perché la Grazia, non può essere oscurata dalle cattive “performance” di coloro che dicono di credere in Lui, la Sua Bellezza e Maestosità rimangono intatte, al di là degli errori umani, al di là delle deformazioni storiche.

Lascia che ti faccia un esempio che forse può chiarire meglio quello che intendo: Immagina di ascoltare un pezzo di Johann Sebastian Bach suonato male; note stonate, ritmo sbagliato, esecuzione imbarazzante. Non diresti mai che Bach non sapeva comporre o eseguire la sua musica in modo perfetto, vero? Il problema non è Bach, il problema è chi lo sta suonando. Allo stesso modo, non smettere di cercare la Musica di Dio solo perché ti sono capitati coloro che la “suonano male”, che deformano il messaggio, che tradiscono l’essenza del vangelo con le loro azioni. Cosa faresti con Bach? Probabilmente andresti su Spotify a cercare direttamente una registrazione magistrale della Cello Suite n. 1, per capire come deve suonare veramente e rimarresti colpito, estasiato, innamorato della bellezza originale.

Ed è esattamente là che dobbiamo andare continuamente: alla Fonte, da Colui che sa, perché Lui stesso ha pensato, disegnato, creato ed eseguito tutto alla perfezione; tornare alla persona di Cristo, non alle interpretazioni distorte che gli esseri umani ne hanno fatto nel corso della storia.

Quindi, in particolare quest’anno, un anno che sembra rendere così complesso, così controverso essere cristiano, ringrazio Dio per Cristo, il testimone fedele del Suo Carattere, ringrazio perché Gesù ha lasciato un modello straordinario di giustizia vera, compassione concreta e amore incondizionale che non scende a compromessi con la verità, un modello che mette in luce, per contrasto, quanto spesso noi che ci definiamo suoi seguaci ci allontaniamo da quel modello. Grazie a Lui, coloro che non potevano sedersi alla tavola del Re trovano posto, penso a Mefiboset nella storia di 2 Samuele 9: zoppo, escluso, considerato insignificante, eppure invitato alla tavola regale per pura Grazia, non per meriti, non per status, ma perché il re aveva deciso di mostrare benevolenza. Questa è l’immagine del vangelo: una tavola a cui siamo invitati non perché lo meritiamo, ma perché qualcuno ha pagato il prezzo per noi.

E quindi ieri sera, come ogni Thanksgiving Day, mi sono ritrovata lì, seduta a quella tavola, a ringraziare per un tavolo che Dio ha provveduto, circondata da persone con cui condividere non solo il cibo, ma la Grazia immeritata che trasforma ogni tavola in un’eco della tavola del Signore. E se non la conosci ancora, questa grazia, se ti sembra lontana o incomprensibile, c’è un Libro che te la racconta, non le interpretazioni di qualcuno, non le “esecuzioni stonate”, ma la Musica Originale, e lì, accesibile. E ti assicuro che vale la pena ascoltarla.

Karla Licano


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